|
Brevi cenni sulla storia del popolo Zulu
Regno di Shaka Originariamente, il nome "Zulu" apparteneva a un clan minore del nord di quella che oggi è la provincia del KwaZulu-Natal; all'epoca, l'area era occupata da molte piccole tribù Nguni. Alla fine del XVIII secolo, il capo degli Zulu era Senzangakona, che ebbe con una donna di nome Nandi un figlio illegittimo, Shaka. Esiliati da Senzangakona, Nandi e Shaka si rifugiarono presso la tribù degli Mthethwa, presso i quali Shaka divenne un apprezzato guerriero. Quando Senzangakona morì, il capo degli Mthethwa Dingiswayo aiutò Shaka a diventare capo degli Zulu. Da quel momento, Zulu e Mthethwa furono alleati. Quando Dingiswayo morì (ucciso dal re Zwide del popolo Ndwandwe), Mthethwa e Zulu si unirono sotto Shaka, proclamato re del Regno Zulu. Shaka condusse diverse campagne militari espandendo il proprio regno (alcuni scontri vengono ricordati con il nome di Guerra Civile Zulu) fino a formare una grande nazione fra i fiumi Tugela e Pongola. L'espansione degli Zulu ebbe un ruolo determinante in quello che fu chiamato Mfecane - un enorme movimento migratorio di masse che sfuggivano agli invasori, e che che sconvolse tutta l'Africa sudorientale.
Regno di Dingane Shaka fu assassinato in un complotto di corte che coinvolgeva i due fratellastri Dingane e Mhlangana. Dingane divenne re e appena giunto al potere fece massacrare molti altri membri della famiglia reale e sostenitori di Shaka. A queste purghe sopravvisse Mpande, un altro fratellastro, che Dingane, poco avvedutamente, giudicò troppo debole per rappresentare un pericolo.
Nell'ottobre del 1837, il leader dei Voortrekker Piet Retief incontrò Dingane per ottenere terra per i coloni europei. Dopo un complesso periodo di rapporti talvolta tesi, il 4 febbraio 1838 Dingane cedette tutta la terra a sud del Tugela, fino al fiume Mzimvubu. Il 6 febbraio, durante le celebrazioni dello storico trattato, Dingane fece uccidere a tradimento Retief e i suoi uomini, e attaccò un accampamento Voortrekker uccidendo 500 fra uomini, donne e bambini, in un massacro oggi ricordato col nome Weenen, ("piangere" in olandese).
I Voortrekker sopravvissuti elessero un nuovo leader, Andries Pretorius, che sconfisse l'esercito di Dingane, tornato all'attacco, nella Battaglia del Fiume di Sangue, il 16 dicembre 1838. A causa della sconfitta, Dingane bruciò il proprio palazzo reale e fuggì verso nord. Mpande, il fratellastro sopravvissuto alla furia fratricida di Dingane, si unì ai Voortrekkers, con un esercito di 17000 Zulu, e mosse guerra a Dingane, che morì nei pressi dell'attuale confine dello Swaziland.
Regno di Mpande Nel 1839 i Voortrekker di Pretorius, fondarono la repubblica boera di Natalia, che mantenne relazioni amichevoli con gli Zulu di Mpande. Quando gli inglesi conquistarono Natalia sconfiggendo i boeri, Mpande riuscì a mantenere nuovi rapporti anche con i nuovi vicini.
Nel 1843, Mpande iniziò ad attuare una serie di purghe contro i dissidenti nel suo regno. Alcuni di essi fuggirono con il bestiame oltre i confini, e per fermarli Mpande spinse il proprio esercito in incursioni fuori dal Regno, fino a invadere lo Swaziland nel 1852. Questo incrinò i rapporti con gli inglesi, che fecero pressioni su Mpande fino a costringerlo a ritirarsi dalle zone occupate.
Nello stesso periodo, i figli di Mpande, Cetshwayo e Mbuyazi, diedero vita a una guerra civile per la successione, che si concluse nel 1856, con la morte in battaglia di Mbuyazi. Nel 1872, alla morte di Mpande per vecchiaia, Cetshwayo salì al potere.
Caduta del Regno L'11 dicembre 1878, gli inglesi inviarono un ultimatum a 14 capi locali del Regno Zulu. Cetshwayo fu informato e respinse questi ultimatum come inaccettabili. Alla fine del mese, gli inglesi attraversarono il Tugela, dando inizio alla Prima Guerra Zulu del 1879. Gli Zulu ottennero una prima vittoria della battaglia di Isandlwana, il 22 gennaio, ma persero la guerra con la sconfitta definitiva nella battaglia di Ulundi, il 4 luglio.
Cetshwayo fu catturato e mandato in esilio a Cape Town. Gli inglesi suddivisero il Regno Zulu in 13 regni più piccoli, ciascuno con un proprio governante. Questi regni entrarono però presto in conflitto. Nel 1882, con il benestare della Regina Vittoria, Cetshwayo fu nominato dagli inglesi re di una piccola regione. Nello stesso anno, fu attaccato a Ulundi da Usibepu, uno dei 13 re, che si avvaleva del supporto di mercenari boeri, fu ferito e dovette ritirarsi. Nel febbraio del 1884 morì, probabilmente avvelenato, e suo figlio Dinizulu ereditò il trono di un regno ormai assediato e drasticamente ridimensionato.
Dinizulu intraprese un'azione di contrattacco nei confronti di Usibepu, arruolando a sua volta un esercito di mercenari boeri, noti come "volontari di Dinizulu" e guidati da Louis Botha. I "volontari" sconfissero Usibepu nel 1884. In cambio, Dinizulu concesse loro quasi metà del territorio dello Zululand, consentendo loro di fondare una repubblica indipendente. La presenza boera però non fu tollerata dagli inglesi, che conquistarono lo Zululand nel 1887. Dinizulu fu arrestate e processato per "alto tradimento e violenza pubblica" e, nel 1889, ricevette una condanna a dieci anni di carcere da scontarsi sull'isola di Sant'Elena.
Gli anni dell'apartheid Nell'epoca dell'apartheid, il regime sudafricano creò lo stato di KwaZulu, dichiarando nel 1970 (con il Bantu Homeland Citizenship Act) che tutti gli Zulu nel territorio sudafricano erano da considerarsi cittadini di KwaZulu ma non del Sudafrica. Milioni di Zulu furono costretti a trasferirsi nello KwaZulu, che nel 1993 raggiunse una popolazione di oltre 5 milioni. Il KwaZulu era costituito da un certo numero di territori non contigui appartenenti all'area che corrisponde all'odierno KwaZulu-Natal. Nel 1994, con la caduta dell'apartheid, KwaZulu fu unito alla provincia di Natal (formando il KwaZulu-Natal), e ai cittadini di KwaZulu fu nuovamente riconosciuta la cittadinanza sudafricana e la libertà di movimento all'interno della nazione.
|